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Vitigni Autoctoni Lucani – Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 10 Giugno 2005
Vitigni a bacca bianca
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Asprinio |
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Bombino Bianco |
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Aglianico del Vulture |
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Aglianicone |
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Aleatico |
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Malvasia Nera |
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Asprinio
Dissetante e diuretico si produce nella zona di Ruoti, accompagna bene tutto il pasto. È coltivato soprattutto in provincia di Caserta, ha origini molto antiche. Ha vigoria molto buona, che vede nella coltivazione ad "alberata" la sua espressione migliore. Ha produttività molto abbondante. Maturo verso i primi di ottobre, presenta grappoli di media grandezza con acini dalla buccia grigio-verde abbondantemente ricoperti di pruina.
Bombino Bianco
Questa varietà è un po' un mistero. Nessuno è ancora riuscito a stabilire qualcosa di sicuro sulla sua storia, anche se si ritiene che sia originario della Spagna.
Sicuramente è una delle varietà a bacca bianca più importanti dell'Italia meridionale, con in primo piano la Puglia. A volte si presenta sotto il nome di Trebbiano d'Abruzzo come componente di alcuni vini eccellenti, mentre in Emilia Romagna è noto dialettalmente come "Pagadebit" e "Stracciacambiali", alludendo alla sua elevata quantità produttiva e quindi ad una tale convenienza in fase di commercializzazione da permettere, in passato, ai produttori di pagare conti sospesi e cambiali. Il Bombino Bianco lo si ritrova come componente di bianchi secchi e viene anche fatto nelle versioni passito e vendemmia tardiva
Malvasia Bianca di Basilicata
È di colore paglierino chiaro o bianco carta con spuma bianca intensa e naturale, profumo spiccato, sapore gradevolmente morbido e tendente all'amabile.
Vitigni a bacca rossa
Aglianico del Vulture
L'Aglianico ha compiuto 2800 anni. Infatti il monte Vulture ha dato i natali 2800 anni fa all'Aglianico.
Questo vino, cui i terreni vulcanici della zona danno un carattere di unicità, ha assunto la DOC nel 1971 prodotto solo nei Comuni del Vulture melfese e coltivato in zone collinari che vanno dal 200 ai 700 metri di altitudine. Ha colore rosso rubino con riflessi violacei tendenti all'arancione, profumo intenso con sentori di frutta di bosco e una gradazione alcolica compresa tra il 12% e il 13,5%. È preferibile consumarlo dopo almeno due anni di invecchiamento ed è compagno ideale di arrosti, carni alla griglia e cacciagione.
In verità purtroppo, in passato l'Aglianico è stato spesso impiegato soprattutto come "taglio". Attorno al 1950, l'Aglianico Spumante ah avuto un boom d'esportazione negli Usa, poi, pur continuando a godere di buona fama, è quasi sparito dai ristoranti extra-regionali. Ora sta tornando gradualmente ad occupare un posto d'onore.
Vicino alla sua zona di produzione c'è l'antica città di Venosa (nota in origine come Venusia), luogo di nascita di Virgilio che, nelle "Georgiche", ci offre un buon trattato sulla coltivazione della vite.
L'Aglianico fa parte dei seguenti disciplinari di vinificazione:
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DOCG Taurasi (minimo 85%),
• DOC
Falerno del Massico Rosso (60-80%),
• DOC
Galluccio Rosso (minimo 70%),
• DOC
Aglianico del Taburno Rosso (minimo 85%),
• DOC
Sant'Agata dei Goti Rosso (40-60%),
• DOC
Guardia Sanframondi o Guardiolo Aglianico (minimo 90%).
Aglianicone
Ha colore tendente al violaceo, profumo vinoso che ricorda i frutti di bosco.
Aleatico
Vino rosso prodotto nei territori di Rionero in Vulture, Barile, Melfi, Maschito, Acerenza, Banzi e in altri comuni della provincia di Potenza con uve dei vitigno omonimo. Può essere vino da dessert e da conservazione, oppure spumante rosso di sapore dolce e gradevole, con 11% - 12% di gradazione alcolica. Il vino prodotto da uve Aleatico ha colore rosso granato con tonalità violacee; profumo finemente aromatico e caratteristico; sapore di frutta fresca, morbido, vellutato e dolce.
Le opinioni sulle origini di questo vitigno sono discordanti. Alcuni ritengono che provenga anticamente dalla Grecia, mentre altri credono che sia originario della Toscana.
Bombino Nero
Vitigno che produce grappoli grossi e compatti e generalmente presenta due ali. Gli acini di questo vitigno, grossi, hanno buccia spessa e consistente, di colore blu e pruinosa. La vendemmia di questo vitigno dalla buona vigoria avviene verso la prima metà di ottobre.
Ciliegiolo
Uva a bacca rossa, dell'Italia centrale di origine toscana, prende il nome dal presunto aroma e colore di ciliegia ed è noto anche come Ciliegino e Ciliegiolo di Spagna. La sua origine è incerta, anche se sembrerebbe giunto in Toscana dalla Spagna nel 1870. Produce bei grappoli grossi, compatti e cilindrici, spesso alati. Gli acini sono abbastanza grandi, arrotondati, con buccia mediamente spessa di color nero-violaceo. Ricchi di pruina. È vitigno di grande vigoria, con produzione abbondante e costante. Le sue uve raggiungono piena maturità nella seconda quindicina d'agosto. Può dare vini eccellenti e potrebbe essere utile al Sangiovese grazie alla sua morbidezza.
Falerno
Il Falerno deriva dal vitigno Aglianico. Lo importarono i Greci nel Vulture, la zona nord della regione interessante anche da un punto di vista turistico, verso il V sec. a. C. Il suo nome deriva dalla volgarizzazione di Ellenico. Produce un vino rosso tipico del Sud d'Italia, ma con un carattere piemontese ed una ricchezza e complessità strutturale che matura con l'invecchiamento.
Malvasia Nera
Il termine Malvasia deriva da una variazione contratta di Monembasia, una roccaforte bizantina, abbarbicata sulle rocce di un promontorio posto a sud del Peloponneso. La roccaforte era collegata con la terraferma da un'unica strada che portava all'entrata principale della città e il suo nome, Monembasia, alla lettera significa "un unico punto di ingresso".
I Veneziani vi approdarono nel 1248 e stabilirono un accordo commerciale con la gente del posto, che permise loro di vendere i vini dolci che si producevano nella zona in tutta Europa con il nome di Monemvasia. Gli stessi Veneziani portarono poi il vitigno Monemvasia prima a Creta e più tardi in Italia, e incoraggiarono la sua coltivazione in tutto il bacino Mediterraneo. Questo vino era tanto popolare che Venezia pullulava di osterie, chiamate Malvase, consacrate al consumo di questa varietà di vino.
La Malvasia Nera di Basilicata è una sottovarietà e si pensa che la stessa sia stata portata dalla Puglia. Presenta molte caratteristiche in comune con la Malvasia Nera di Brindisi.
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