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Vitigni autoctoni calabresi – Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 15 settembre 2005
Vitigni autoctoni a bacca bianca
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Greco Bianco |
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Gaglioppo |
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Greco Nero |
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Greco Bianco
Questo vitigno, la cui introduzione in terra di Calabria risale all’ VII secolo A. C. ad opera della popolazione greca, rientra nella composizione di gran parte dei vini bianchi secchi calabresi oltre che in alcuni rossi e rosé. La DOC Greco di Bianco è prodotta esclusivamente nell’intero territorio comunale di Bianco e in parte in quello di Casignana in provincia di Reggio Calabria. Il vino che si ottiene ha un colore giallo tendente al dorato, odore etereo caratteristico, sapore caldo armonico con caratteristico retrogusto. La gradazione minima è si 17% e deve invecchiare almeno un anno prima di venire immesso sul mercato.
Guarnaccia
Di origini probabilmente siciliane questo vitigno ha trovato un buon habitat in Calabria. Gli acini, il cui colore può variare tra il verdognolo e il giallo ambrato, danno un vino di bassa acidità, leggermente tannico. Per queste sue caratteristiche è spesso impiegato taglio. Questo vitigno rientra nella composizione delle DOC Pollino e Verbicaro.
Pecorello Bianco
Spesso confuso con un altro vitigno il Pecorino, se ne rileva la presenza nella zona del Savuto. Vinificato in purezza produce un vino di buona struttura.
Vitigni autoctoni a bacca nera
Gaglioppo
Conosciuto con altri sinonimi anche nelle Marche, Abruzzo, Umbria e Sicilia (nello specifico in provincia di Messina), questo vitigno di probabile origine greca si è diffuso in particolar modo in due province calabresi: Cosenza e Catanzaro. L'uva rientra nella composizione delle DOC Cirò Rosso e Melissa.
Greco Nero
Localmente conosciuto come Grecu Niuru, questo vitigno a bacca nera fa parte della numerosa famiglia dei Greci, la cui origine e diffusione è piuttosto incerta; molto probabilmente è stato introdotto dai coloni ellenici, fondatori della Magna Grecia. Con questo nome vengono chiamate molte varietà che hanno ben poco in comune, tipo il Greco Nero di Avellino, quello delle Marche, di Teramo, Terni, Velletri e quello toscano. É coltivato prevalentemente in Calabria, nelle provincie di Catanzaro (Locri) e Crotone. In passatoè stato erroneamente ritenuto sinonimo della Marcigliana o Marsigliana, coltivato in provincia di Catanzaro, ed è stato anche confuso con l'Aleatico e il Verdicchio Nero.
Prunesta
Diffusa nella zona tirrenica della Calabria, pare che questa varietà a bacca nera derivi il suo nome da una parola latina che allude ad un’uva che ha forma di mammella di vacca. Questo vitigno viene utilizzato nella maggior parte dei casi per realizzare tagli con altre varietà locali. Da solo dà vita ad un vino di colore rosso rubino poco intenso, mediamente tannico.
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