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Vitigni autoctoni campani – Seconda Parte
Rosa D'Ancona – 28 Marzo 2006
Vitigni autoctoni a bacca bianca
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Asprinio Bianco, o d'Aversa |
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Biancolella |
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Coda di Volpe Bianca |
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Falanghina |
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Fiano |
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Forastera |
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Greco |
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Aglianico |
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Piedirosso |
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Asprinio Bianco
Noto maggiormente con il nome di Asprinio d'Aversa, questo vitigno è di antica coltivazione. Di notevole vigoria, è stato allevato tradizionalmente in forma espansa, maritato agli alberi, anche se ha dimostrato di adattarsi ai più moderni sistemi di allevamento. Se ne ottiene un vino leggero, acidulo e gradevole, ed uno spumante di pregio. Il vitigno è diffuso in modo significativo nella sola area del DOC Asprinio d'Aversa, compresa in parte delle province di Caserta e Napoli, dove si inerpica sui pioppi nel tradizionale sistema ad alberata, tanto originale da caratterizzare il paesaggio.
Biancolella
Questo vitigno, segnalato già nell'800, è presente solo sull'Isola di Ischia e in alcune aree del Golfo di Napoli. Nello stesso areale viene chiamato anche coi nomi dialettali di Janculella o Bianculillo e trova il proprio ambiente naturale nei terreni vulcanici della provincia napoletana. Se ne ricava un vino di elevata gradazione alcolica, armonico, dal giusto corpo e di un colore paglierino carico. Le uve di questo vitigno possono essere vinificate in purezza oppure in blend.
Coda di Volpe Bianca
Vitigno noto in Campania anche con il nome di Falerno, Durante e Coda di Pecora, viene coltivato da tempi remoti, infatti è citato da Plinio nella Naturalis Historia. Il vino ha una buona gradazione alcolica, colore giallo dorato, sapore asciutto ed aroma gradevole.
Falanghina
Questo è certamente uno dei grandi vitigni campani, è molto antico e nel corso degli anni ne sono derivati vari ecotipi. Spesso viene indicato come Falanchina, Falernina o Uva Falerna. Questo vitigno viene coltivato prevalentemente nelle province di Napoli e Benevento e rappresenta il vitigno prevalente nella base ampelografica di numerosi vini DOC campani. Il succo, giustamente acidulo, origina un vino di sapore asciutto, ma delicato e caldo.
Fiano
Questo vitigno tipicamente campano trova la sua migliore espressione enologica in Irpinia, nell'area di produzione del vino DOCG Fiano di Avellino. Si ritiene che il nome Fiano derivi dalle antiche uve Apiane, termine usato dai latini per indicare le uve gradite alle api. Il vino è di colore giallo-paglierino, dal profumo gradevole, gusto fresco, asciutto ed armonico.
Forastera
Questo vitigno è diffuso prevalentemente ad Ischia. Il vino è di colore giallo-paglierino, asciutto e armonico al palato. La vinificazione in purezza origina la DOC Ischia Forastera, unito al Biancolella origina altre denominazioni isolane.
Greco
Vitigno campano di grande pregio e storia. Diffuso in tutta la regione, prende differenti denominazioni a seconda delle zone di origine: Greco del Vesuvio, Greco della Torre, Greco di Tufo e Greco di Napoli. Il vino ha colore giallo dorato e profumo intenso e caratteristico.
Vitigni autoctoni a bacca nera
Aglianico
La varietà pare sia stata introdotta dai greci, o ellenici, termine dal quale deriverebbe il nome del vitigno. Pur diffuso in molte aree viticole del meridione, l'Aglianico produce uve con caratteristiche assai diverse a seconda dell'ambiente di coltivazione. Il vino che se ne ottiene è assai pregiato, caratterizzato dalla ricchezza in estratto ed alcool, dal colore rosso granata vivo e dal sapore giustamente tannico. Invecchiando il profumo guadagna in finezza e complessità aromatica.
Guarnaccia
Noto in provincia di Napoli anche come Urnaccia e Cannamelu, questo vitigno è presente soprattutto sull'isola di Ischia. Il vino che se ne ottiene è profumato, alcolico e adatto all'invecchiamento, ma viene raramente vinificato in purezza.
Piedirosso
Vitigno coltivato esclusivamente in Campania, dove è diffuso da secoli, ed è noto anche col nome dialettale di Pèr ‘e Palummo (Piede di Colombo) per la colorazione rossa, come la zampa di un piccione, che assumono i pedicelli in prossimità della maturazione dell'uva. Il vino è di buona gradazione alcolica, rosso rubino intenso, tannico, di corpo e fragrante. Con la maturazione e l'invecchiamento acquista un gradevole profumo di violetta.
Sciascinoso
La Campania è terra d'elezione per questo vitigno, dove è conosciuto anche col nome di Sanginoso a Livella, Olivella e Uva d'Avellino. Se ne ricava un buon vino, acidulo ed astringente al giusto grado e molto colorato. Il più delle volte viene vinificato come vitigno complementare.
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