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Vitigni Autoctoni Toscani – Prima Parte
Rosa D'Ancona – 1 Ottobre 2005
Introduzione
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Nota terra di antica vocazione enologica, considerato che lo sviluppo e la diffusione della coltura della vite si fa risalire agli Etruschi e ai Romani, la Toscana si colloca oggi alla testa delle regioni produttrici che hanno fatto del vino l'ambasciatore dell'Italia nel mondo.
Il successo enologico di questa regione è frutto di una serie di fattori. Innanzitutto il territorio, che con l'alternarsi di colline, valli e costa mediterranea sembra fatto apposta per la coltivazione della vite, al quale si aggiunge la piattaforma ampelografica che, se con le varietà autoctone ha dato ottimi risultati, con quelle internazionali ha riscosso meritati successi nel panorama enologico mondiale.
Se il Sangiovese si è collocato tra le varietà cult della Toscana, non da meno sono il Canaiolo Nero, il Ciliegiolo e l'Aleatico , fra i vitigni autoctoni, oltre ai Cabernet Franc, Sauvignon, Merlot e Syrah, fra i vitigni internazionali. Tra le varietà a bacca bianca sono da celebrare il Trebbiano Toscano, la Malvasia del Chianti, la Vernaccia di San Gimignano, l'Ansonica, il Canaiolo Bianco, il Greco e il Vermentino fra le varietà autoctone, nonché Chardonnay e Sauvignon fra quelle internazionali. Ma soprattutto, l'elemento che completa il vino toscano è il fattore umano.
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Siccome le varie zone DOC si sovrappongono, abbiamo creato tre mappe. Puntare il mouse sui link seguenti per vedere le altre mappe:
Sottozone del Chianti • Altre DOC
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Non va infatti dimenticato che il merito di aver introdotto sul mercato l'archetipo della nuova enologia di qualità sviluppatasi in Italia fra gli anni '70 e gli anni ‘80 va accreditato ad un manipolo di produttori toscani, vale a dire i creatori dei vini noti nel mondo come Supertuscan. La carta d'identità di questi vini si può sintetizzare come segue: toscano, rosso, concentrato, barricato, ben etichettato, costoso e soprattutto prodotto al di fuori delle regole delle DOC e delle DOCG.
Quando questi vini fecero la loro comparsa sul mercato nazionale generarono quasi uno scandalo fra i produttori tradizionali dell'epoca. Va inoltre ricordato che questi prodotti, i quali hanno di fatto dato vita ad una rivoluzione e ad un fermento che continua a contraddistinguere la produzione enologica italiana, indirizzata alla ricerca in vigna e in cantina allo scopo di ottenere la massima qualità possibile, venivano all'inizio venduti come vino da tavola, ovvero con quella che era la denominazione riservata dalla legge ai vini base e di massa.
Il settore vitivinicolo attualmente costituisce un segmento fondamentale per l'economia agricola della regione.
Secondo i dati forniti dall'assessorato regionale all'Agricoltura, sono ben 30.000 le aziende toscane interessate alla coltivazione della vite, con 64.000 ettari di terreno coltivati a vigneto, che producono circa 2,8 milioni di ettolitri di vino all'anno, 80% dei quali sono di vino rosso. Il 60% della produzione totale porta il marchio della Denominazione di Origine Controllata, per un totale di 34 vini DOC e 6 DOCG, senza peraltro dimenticare le 5 IGT. In questo quadro così articolato trovano spazio 228 tipologie di vino.
L'alta incidenza delle DOC e delle DOCG ha da sempre contraddistinto la produzione di questa regione. Basti considerare che nel 2006 le prime DOC toscane, la Vernaccia di San Gimignano, il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano e il Bianco di Pitigliano compiono quaranta anni. Ma il processo evolutivo iniziato nel 1966 continua, infatti recentemente è stata istituita la DOC Pietraviva e sono in fase di istruttoria presso il comitato nazionale vini le Denominazioni di Origine il Terratico di Bibbona e le Terre di Casale.
Il principale mercato di sbocco del vino toscano è rappresentato dagli Stati Uniti. Nel 2005 – anno in cui l'export annuale di vino ha raggiunto quota 488 milioni, con un aumento dell'1,6% rispetto al 2004 – la quota di export verso gli Usa si è attestata al 43,7% della produzione, seguita dalla Germania con il 19,7%. Stanno scalando posizioni altri Paesi, come ad esempio il Canada, a conferma del ruolo predominante del Nord America, anche se nuovi mercati potenziali sono considerati la Cina, l'India e la Russia. Per la penetrazione nel mercato cinese è stata addirittura progettata una scuola del vino, volta a formare sommelier e ristoratori in grado di educare i palati cinesi ad apprezzare i vini toscani.
I vini IGT della Toscana |
VINO IGT |
PRINCIPALI VITIGNI AUTOCTONI |
Alta Valle della Greve |
Uno o più vitigni, a bacca bianca o rossa, autorizzati e/o raccomandati rispettivamente per la provincia di Firenze |
Colli della Toscana Centrale |
- Lanaiolo Nero
- Ciliegiolo
- Malvasia del Chianti
- Sangiovese
- Trebbiano Toscano
- Fermentino
- Vernaccia di San Gimignano
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Maremma Toscana |
- Aleatico
- Alicante
- Ansonica
- Canaiolo Nero
- Ciliegiolo
- Greco
- Malvasia Bianca di Candia
- Malvasia del Chianti
- Sangiovese
- Trebbiano Toscano
- Verdello
- Vermentino
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Toscano o Toscana |
- Aleatico
- Alicante
- Lanaiolo Nero
- Ciliegiolo
- Malvasia
- Sangiovese
- Trebbiano Toscano
- Verdello
- Vermentino
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Val di Magra |
- Albarola
- Ciliegiolo
- Duella
- Groppello
- Pollera
- Trebbiano Toscano
- Verdello Bianco
- Vermentino
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